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| Telecom-Telefonica, vertice a Madrid |
| 10-01-2010 |
| Il copione si era già visto, anche nei giorni scorsi. Ma ora ci sarebbe anche la data: «Telefonica annuncerà le nozze con Telecom Italia per fine mese o agli inizi di marzo dopo la diffusione dei risultati 2009». È questa secondo il quotidiano brasiliano O Globo, non nuovo a rumor sull' operazione, la tempistica dell' operazione. Dalle due società non è arrivato nessun commento. Anzi. Secondo quanto riportato dalla Dow Jones la spagnola Telefonica in un documento inviato all' Authority di Borsa brasiliana avrebbe parlato di operazione «infondata». Di certo l' ipotesi di una fusione non piace a tutti, soprattutto sul versante «italiano» dei soci della Telco, la cassaforte dove è custodito il 22.5% di Telecom Italia. Ma è anche vero che l' esperienza insegna che nel mondo della finanza non si sa mai. Deve averlo pensato anche la Borsa dove il titolo del gruppo telefonico italiano è schizzato passando dal territorio negativo a un guadagno superiore al 5% prima di chiudere a 1,08 euro (+3,05%). Di converso il titolo spagnolo ha perso terreno (-0,45%). Questo perché tra i motivi che spingono la stampa brasiliana a ipotizzare che fusione sarà c' è proprio il nodo Brasile sui conti di Telefonica: il paese sudamericano è strategico per il futuro della società guidata da Cesar Alierta. C' è l' operatore mobile controllato insieme a Portugal Telecom, Vivo, in cui però non ha grandi margini di manovra. Da qui il progetto su Tim Brasil (Telecom) che, sempre secondo O Globo avrebbe già avuto un' apertura di credito da parte delle banche tra le quali il Santander. In attesa di capire se e quando tutto ciò potrà capitare ci ha messo lo zampino anche il caso che ieri ha fatto finire vicini a tavola il ministro spagnolo Miguel Sebastian con il collega italiano Claudio Scajola durante il vertice informale a San Sebastian. «Ho avuto la fortuna, a cena - ha raccontato Sebastian - di sedere accanto a Scajola e abbiamo parlato di molti temi. È vero che ha toccato il tema Telefonica-Telecom Italia e io ho trasmesso la posizione del governo spagnolo di non intervenire, non interferire, non dare opinioni su operazioni imprenditoriali». Parole sostanzialmente uguali sono giunte da Scajola («è un problema che dev' essere affrontato tenendo presente che l' Italia è un paese democratico, con libera iniziativa economica, dove ogni impresa ha la libertà di muoversi»). Intanto mentre il superconsulente Francesco Caio ieri si recava in visita al socio di Telco, Intesa Sanpaolo, la preoccupazione per il futuro della rete e dei dipendenti Telecom ha preso forma nelle parole del leader Cgil, Gugliemo Epifani: «Non è partita che riguarda solo alcuni ma è un grande problema nazionale |
| corriere della sera |
| 13/02/2010 15.55.21 |
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