| Starebbe collaborando con gli inquirenti. Conferme sulla illiceità di operazioni legate a servizi telefonici, in particolare quelle denominate «Fan Card» e «Traffico Telefonico», sono arrivate, secondo quanto si è appreso, dall'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, interrogato per oltre due ore dagli inquirenti romani nell'ambito dell'inchiesta sul presunto maxi riciclaggio di due miliardi di euro che sarebbe ruotato intorno ad iniziative commerciali riconducibili a Fastweb e Telecom Sparkle. CONFERME - Interrogato dal gip di Roma, Aldo Morgigni, Di Girolamo ha confermato l'illiceità delle operazioni che hanno portato la Procura di Roma a formulare l'ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e alla commissione di numerosi reati fiscali a carico, tra gli altri, del gruppo guidato dall'imprenditore Gennaro Mokbel e degli ex vertici di Fastweb e Telecom Italia Sparkle tra il 2003 e il 2007. Secondo quanto si apprende, l'ex senatore avrebbe fornito anche ulteriori elementi giudicati dagli inquirenti utili ai fini del proseguimento dell'indagine. Le accuse relative alla truffa elettorale pilotata dalla 'ndrangheta di Capo Rizzuto che avrebbe portato all'elezione di Di Girolamo nella circoscrizione estero Europa, saranno invece oggetto di un nuovo interrogatorio, ancora da fissare. «Il mio assistito - ha dichiarato il legale dell'ex senatore, Pierpaolo Dell'Anno - sta chiarendo la sua posizione e sta contestualizzando i fatti contestati». |