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Fiat Pomigliano, è accordo separato
La fabbrica
E’ stato firmato ufficialmente il 15 giugno l’accordo separato sullo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco. E’ quanto emerge al termine dell’incontro tra azienda e sindacati in Confindustria a Roma. Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno firmato il nuovo documento, integrato, presentato dal Lingotto. La Fiom ha confermato il suo no. Martedì 22 giugno si terrà il referendum tra i lavoratori, indetto da Fim e Uilm.

La Fiat ha presentato un nuovo documento, a cui viene aggiunto un punto relativo all’istituzione di una commissione paritetica di raffreddamento sulle sanzioni, come era stato richiesto dalle organizzazioni che venerdì scorso avevano già dato primo un primo via libera.

Tra i punti dell’accordo, il passaggio da 17 a 18 turni di lavoro nell’impianto, che ha 5mila lavoratori diretti e circa 15mila con l’indotto. L’accordo prevede inoltre 120 ore di straordinario all’anno obbligatorie, cancella le pause previste sulle linee di montaggio, porta a fine turno la pausa mensa, per utilizzare così la mezz’ora di mensa anche con straordinari per recuperi produttivi ogni qual volta l’azienda ne avrà bisogno. L’azienda potrà applicare sanzioni in caso di iniziative delle Rsu o dei sindacati, possibili iniziative di sciopero che verrebbero sanzionate con il non pagamento della malattia, il non pagamento dei permessi sindacali e con lettere di provvedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori che scioperano, fino anche – secondo quanto denuncia la Fiom – al licenziamento.

Fiat Pomigliano: Uilm, firmiamo per tenerla in piedi
“Ho ricevuto il mandato dalla direzione nazionale a firmare l’intesa” con la Fiat su Pomigliano D’Arco e a “programmare immediatamente il referendum, la cui data è da stabilire”. Lo afferma il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, arrivando in Confindustria per l’incontro azienda-sindacati. “La cosa principale per un sindacalista in questo momento - sostiene - è firmare un’intesa che può in qualche modo ridurre anche i diritti ma mantiene in piedi una fabbrica e non il contrario”. Per Palombella, “una volta firmato l’accordo, il sindacato avrà fabbrica e lavoratori; altrimenti è un sindacato destinato a morire”, rischio a cui possono portare “posizioni di retroguardia”.

Fiat Pomigliano: Masini (Fiom), poteva già ripartire
“Se Fiat vuol fare questo investimento per far ripartire veramente lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, questo si poteva fare già da molto tempo”. Lo ha detto il responsabile per il settore auto della Fiom Enzo Masini, entrando all’incontro fra sindacati e Fiat sul futuro del sito. “Se Fiat si decide finalmente a cambiare i punti illegittimi, l’accordo si può fare - ribadisce -, se non accade domani terremo un’assemblea a Pomigliano d’Arco con i lavoratori della fiom

rassegna sindacale
16/06/2010 7.45.10