Le pensioni tengono banco. E si confermano uno dei temi più "gettonati" della manovra. Sono ben 2.100 i quesiti inviati ieri allo speciale «Come cambiano le pensioni» sul sito internet del Sole 24 Ore, dei quali pubblichiamo sotto una prima selezione di risposte. Diciamo subito che il testo della Gazzetta rispecchia per intero quanto riportato nella Guida pratica pubblica sul Sole 24 Ore di ieri. Si introduce, nei fatti, un allungamento della vita lavorativa, con incrementi - rispetto al sistema attuale - da uno a dodici mesi in più, a seconda dei casi. Dal prossimo anno, il sistema di uscita prevede un'unica finestra a scorrimento sia per i trattamenti di anzianità sia per quelli di vecchiaia, sia per i dipendenti (pubblici e privati) sia per gli autonomi.
In particolare, per i lavoratori dipendenti l'assegno (sia di anzianità che di vecchiaia) spetterà 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti. In realtà, la decorrenza è fissata al primo giorno del 13esimo mese successivo a quello di maturazione dei requisiti: per esempio, il lavoratore che maturerà il requisito nel mese di giugno 2011, avrà la pensione con decorrenza luglio 2012 (con il sistema attuale, questo lavoratore andrebbe in pensione nel gennaio 2012, sei mesi prima). Nel caso degli autonomi, invece, i mesi di attesa diventeranno 18 (anche qui, si tratta del primo giorno del 19esimo mese successivo). Regole identiche a queste ultime sono previste per gli iscritti alla gestione separata. Qualche dubbio era sorto in relazione ai soggetti che possono vantare 40 anni di contributi per l'accesso al trattamento di anzianità. La lettura del testo finale, induce a ritenere che le nuove decorrenze si applichino anche a questi lavoratori, i quali dovranno quindi attendere 12 mesi (se dipendenti) o 18 mesi (se autonomi) per la decorrenza effettiva della pensione. Quanto alle esclusioni, per prima cosa va ribadito che le nuove regole non riguardano chi matura il diritto alla pensione entro il 31 dicembre di quest'anno. Escluso è anche il personale della scuola, che continuerà ad andare in pensione con la finestra unica di settembre, avendo maturato i requisiti di età e di contribuzione entro il 31 dicembre dello stesso anno. Salvi - come segnalato ieri - anche i lavoratori che al 30 giugno 2010 risultano in preavviso e maturano i requisiti di età anagrafica e di contribuzione entro la data di cessazione del rapporto di lavoro (per evitare che qualcuno possa restare senza stipendio e senza pensione). Stesso trattamento per quanti, al raggiungimento del limite di età, viene meno il titolo per lo svolgimento della mansione alla quale sono adibiti (piloti, autisti di mezzi pubblici). Non manca, infine, una piccola lotteria: si salveranno dalle nuove regole 10mila lavoratori sia in mobilità in base ad accordi sindacali ante 30 aprile 2010 che maturano i requisiti prima della scadenza della mobilità (per loro continuano a valere le attuali finestre), sia in mobilità lunga sempre in base ad accordi ante 30 aprile 2010 (la pensione spetta dal mese successivo alla presentazione della domanda). Sarà l'Inps a bloccare le richieste quando sarà raggiunto il limite delle 10mila unità.
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