Ritorna alla bacheca

Pensioni: ultimatum Ue, anche le donne a 65 anni
Pubbliche amministrazioni
Se l’Italia non equiparerà immediatamente l’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico sarà deferita di nuovo alla Corte di giustizia europea. È l’avvertimento della Commissione Ue contenuto in una nuova lettera che Bruxelles ha inviato alle autorità italiane. La richiesta è di adeguarsi al più presto alla sentenza della Corte europea di giustizia che già nel 2008 intimava all’Italia di innalzare l’età pensionabile delle dipendenti pubbliche, portandola a 65 anni anni, lo stesso livello previsto per i colleghi maschi. Ne dà notizia l’Ansa.

Nella missiva - sempre secondo quanto si apprende - si chiedono spiegazioni sui ritardi e si sottolinea come la questione sia rimasta irrisolta dopo i tanti richiami succedutisi negli anni; e nonostante nel giugno 2009 Bruxelles abbia aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro paese proprio per la mancata attuazione della sentenza della Corte.

Sempre in tema di previdenza, saranno poco meno di un milione i lavoratori dipendenti e autonomi che, a partire dal 2011, subiranno un rinvio dell’assegno dell’Inps in base al nuovo sistema “a scorrimento” imposto dalla manovra che determinerà un risparmio di tre miliardi entro il 2013. Un meccanismo che, spiega il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua intervistato dal Corriere della Sera, “elimina le sperequazioni dello schema a ‘finestre fisse’, finora adoperato che affidava la sorte del pensionando alla sua data di nascita”.

rassegna sindacale
03/06/2010 13.56.20