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| TELECOM: no a societarizzazioni |
| primo passo per nuovi esuberi |
Il giorno 3 marzo 2010 Telecom Italia ha comunicato formalmente alle Segreterie nazionali di SLC FISTEL e UILCOM la decisione di non procedere più alla vendita di SSC, vertenza che era stata oggetto nei mesi scorsi di un lungo braccio di ferro tra azienda e sindacato. Tale decisione si inserisce, a detta di Telecom Italia, nell’ambito di una riorganizzazione complessiva dell’informatica di gruppo che prevederà, già a partire dai prossimi giorni, l’apertura delle procedure di legge per la cessione, alla stessa SSC, del ramo d’azienda denominato IT Operations composto da circa 2200 lavoratori oggi in Telecom Italia S.p.A. Tale nuova realtà lavorativa costituirà la “fabbrica” del software del gruppo, mentre le funzioni legate alla parte di progettazione dei processi informatici e di interfaccia con la nuova SSC rimarranno all’interno di Telecom Italia. Sempre a detta dell’azienda, una volta realizzata la suddetta operazione di cessione di ramo, sarà necessario procedere ad operazioni di “efficientamento” per riportare il costo del lavoro a livelli paragonabili con quelli del mercato esterno. SLC FISTEL e UILCOM giudicano grave e sbagliata tale operazione. Se infatti è positiva la decisione di non procedere alla vendita di SSC, ricordiamo che come sindacato ci siamo sempre battuti per una maggiore integrazione di SSC dentro Telecom Italia e non l’opposto. Soprattutto la scelta di ricreare un polo informatico nell’ambito del gruppo - ma esterno a Telecom - oltre a contraddire scelte industriali che solo qualche anno fa avevano riportato IT Telecom, dopo varie peripezie all’interno della casa madre, riaprono scenari incerti per il futuro di migliaia di lavoratori. Si pone quindi non solo un problema di coerenza industriale, ma anche di garanzie complessive sul fatto che non si sia oggi alle prese con il primo passo di quella “societarizzazione” di Telecom Italia (magari insieme alle staff, si veda HRS), preludio per una operazione volta esclusivamente a ridurre ulteriormente i livelli occupazionali. Oltretutto, per quanto riguarda il tema della riduzione del costo del lavoro, è praticamente da sempre che il sindacato denuncia in questo pezzo di attività (l’informatica) il ricorso smodato alle consulenze le quali, oltre a rappresentare un costo vivo altissimo, hanno depauperato nel corso degli anni un livello di professionalità che costituiva - e tutt’ora costituisce - un segmento di assoluta eccellenza nel panorama informatico nazionale. In attesa di un piano industriale che potrebbe contenere ulteriori criticità dal punto di vista organizzativo ed occupazionale (questione customer, venditori, delocalizzazioni, ecc.), esprimiamo la completa contrarietà di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL ad un’operazione che, invece di riportare i lavoratori di SSC dentro Telecom Italia,determina uno scenario caratterizzato da uno spezzettamento dell’azienda Proprio qualche giorno fa in un documento su Telecom come Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL avevamo affermato che “per noi il futuro di Telecom passa per il mantenimento di una forte integrazione delle diverse divisioni e funzioni (rete, IT, customer, servizi di staff e vendita). Siamo contrari ad ogni scenario (sia esso di derivazione industriale o conseguenza di scelte proprietarie/finanziarie) in cui Telecom venga spezzettata. Per queste ragioni siamo molto preoccupati dalle recenti scelte aziendali di precostituire “scatole” per le attività di staff oggi (HRS), informatiche o di customer care domani.” In più torniamo a denunciare l’assoluta non rispondenza tra le attività effettivamente svolte da molti lavoratori e le recenti “attribuzioni” al settore in questione e torniamo a chiedere con forza un esame più approfondito della situazione che risponda a criteri professionali e non ragionieristici. SLC FISTEL e UILCOM, stante la situazione descritta, apriranno da subito le procedure di raffreddamento previste dalla legge per la proclamazione di azioni di lotta nei settori interessati. Nei prossimi giorni verranno effettuate assemblee per una informativa più puntuale della situazione e per decidere le forme di agitazione più appropriate. Per dimostrare a Telecom tutta la contrarietà dei lavoratori e del sindacato a questa operazione di cessione di ramo d’azienda che, seppur effettuata nell’ambito del gruppo Telecom, va sicuramente nella direzione opposta a quanto auspicato. Ricordiamo inoltre che l’azienda deve ancora dimostrare tutto il proprio senso di responsabilità su temi importanti come il futuro del 119, la riapertura del tavolo sulla turnistica e soprattutto (essendo oramai giunto il mese di marzo per la verifica dell’accordo del luglio 2009) il futuro di centinaia di colleghi in contratto di solidarietà |
| slc-fistel-uilcom |
| 09/03/2010 16.05.37 |
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