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Telecom : documento unitario su contratti di solidarietà
19-05-2010
Si sono incontrate il giorno 18 Maggio presso il Ministero del Lavoro a Roma le Segreterie
Nazionali e territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, una rappresentanza delle
RSU del settore delle Directory Assistance ed i rappresentanti del Ministero e dell’azienda
Telecom, al fine di compiere la verifica prevista dagli accordi del luglio 2009 in relazione al
Contratto di Solidarietà in essere per i 1054 lavorati delle Directory Assistance (ADE,
1254, Centrali e Internazionale). Al centro del confronto l’evoluzione del settore, le
strategie dell’azienda per il rilancio dei servizi, gli impatti occupazionali delle stesse.
L’azienda ha comunicato che il servizio permane in uno stato di difficoltà con un calo
generale (a livello di settore) del 17% dei volumi delle chiamate (nello specifico si è
registrato a fine 2009 un meno 12% per il 1254, un meno 17% sui centralini, un meno 48%
sulla parte internazionale, un meno 2/3% sulla parte ADE), tendenze in parte confermate
nel 1Q del 2010 (-6% sul 1254, -19% su internazionale, - 27% sui centralini). Telecom
mantiene la propria quota di mercato del 24%, ma in un contesto di calo dei volumi
complessivi.
Al riguardo come Sindacato abbiamo evidenziato che il punto non è solo la diminuzione
del numero delle chiamate, ma come ogni singola chiamata dovrebbe generare più valore,
mettendo insieme informazioni con nuove offerte di servizi.
Sul punto l’azienda ha annunciato che presto partirà una sperimentazione in Liguria su un
nuovo modello di servizi a maggior valore con cui favorire tale crescita, prevedendo però
una messa a regime non prima del secondo semestre e comunque per fine anno. Sempre
l’azienda ha comunicato che in realtà in solidarietà non sono state coinvolte 1054 unità ma
solo 1010 e che tra settembre e dicembre 2009 vi sono state uscite per 58 FTE (secondo il
Sindacato per circa 120 unità) di cui 36,5 nel 1254, 10 nell’ADE, 4 ai centralini, 2
nell’internazionale, 5 in altri servizi. Un numero insufficiente secondo l’azienda per poter
operare un qualsivoglia aumento delle ore procapite. Anzi l’azienda ha espressamente
dichiarato che qualora il rilancio dei servizi non portasse risultati è sua intenzione
richiedere un’ulteriore riduzione delle ore di lavoro. Su questo però l’azienda si riserva una
valutazione a fine anno.
Per tanto la strategia aziendale si riduce – per dichiarazione degli stessi rappresentanti di
Telecom – ad un tentativo di rilancio dei servizi così come sono da un lato e dal “facilitare”
il massimo delle uscite possibili prima della scadenza del contratto di solidarietà, dall’altro.
A questo punto come sindacato abbiamo avanzato proposte specifiche di nuovi servizi e
soprattutto denunciato come ai lavoratori in CdS viene di fatto impedito di andare su altri
settori aziendali, ivi compresi quei settori per cui hanno professionalità e titoli coerenti. Sul
punto la risposta aziendale è stata quanto mai chiara (e negativa): non è intenzione
dell’azienda proporre soluzioni in altre aree aziendali, a partire dal 119 e dal 187, in quanto
per loro – alla luce dei nuovi esuberi dichiarati – l’azienda teme il ricorso ad ammortizzatori
sociali di ancor più negativo impatto del contratto di solidarietà. Una dichiarazione grave
che sottolinea la volontà dell’azienda di ricorrere nuovamente ad ammortizzatori sociali per
le aree di customer; grave perché per di più fatta in una sede quale il Ministero del Lavoro.
Come Sindacato abbiamo infine sottolineato come l’attuale copertura all’80%
dell’integrazione salariale sulla riduzione oraria è coperta dal Ministero fino al 31/12/2010
e abbiamo chiesto se il Ministero intende prorogare tale condizione. Sul punto il
rappresentante del Ministero ha ribadito la volontà di prorogare anche al 2011 le
condizioni attuali, fatte salve le necessarie verifiche economiche (per cui in caso di non
conferma si porrebbe anche il problema di un’integrazione salariale che dall’80%
tornerebbe al 60%, come era prima del giugno 2009).
Per senso di responsabilità abbiamo rivendicato comunque, come Sindacato, una parte
attiva nel tentativo di rilancio, chiedendo di poter illustrare al meglio le diverse proposte dei
lavoratori per il rilancio del servizio e per un suo miglioramento, non rassegandoci ad una
stagione di mero declino e di mera “riduzione del danno”. Al riguardo chiederemo un
incontro specifico all’azienda per misurare le reale disponibilità al confronto.
Così come, al fine di garantire il massimo delle tutele possibili, richiederemo un incontro
specifico al fine di intervenire sul tema della turnistica e delle ferie per evitare da un lato il
peggioramento delle condizioni dei lavoratori coinvolti dal CdS e dall’altro il presentarsi di
nuove inefficienze e scoperture che peggiorerebbero ulteriormente il servizio già fornito.
Il giudizio politico e sindacale finale sull’incontro del 18 non può che essere di forte
negatività. Come Sindacato denunciamo i ritardi dell’azienda nel rilanciare il servizio,
nonché l’insufficienza degli investimenti e la parzialità delle scelte finora fatte. In
particolare come Sindacato rivendichiamo che vi possono essere segmenti di mercato
oggi aggredibili, che i lavoratori delle DA possono svolgere nuovi servizi in un
allargamento della stessa offerta di Telecom (dai reclami, a diverse lavorazioni gestionali,
alla lavorazione di bonifiche, ad una migliore attività di caring, alla possibilità di offrire
nuove tipologie di contatto, ecc.), che quindi non si tratta solo di attendere l’ulteriore
riduzione del mercato e sperare in una riduzione delle sofferenze occupazionali (magari
tramite ulteriori uscite), ma che tre sono le “leve da azionare”: rilancio e aumento
dell’offerta di servizi, miglioramento delle attuali condizioni degli operatori (turni, ferie,
integrazione con altre aree del customer care), possibilità di riconversione degli operatori
delle DA anche su altri settori aziendali (191, 119, Open Access).
La filosofia del contratto di solidarietà e degli ammortizzatori sociali in generale è infatti
quella di rilanciare l’azienda, riconvertire i lavoratori su nuovi settori, favorire la riprese. La
gestione del CDS nelle Directory Assistance è quindi il vero banco di prova per Telecom
Italia, anche per un eventuale ricorso a questi strumenti. E’ compito dell’azienda
dimostrare che gli ammortizzatori sociali servono per rilanciare servizi e rilanciare
l’occupazione e non che servono solo per accompagnare poi alla mobilità. Prima di parlare
del futuro occorre dimostrare tutta la propria serietà e credibilità sui punti di sofferenza già aperti.
Per queste ragioni giudichiamo completamente insufficienti le risposte aziendali date, che
non garantiscono – se non si cambierà rotta – il rilancio del servizio e il mantenimento
dell’occupazione al termine del contratto di solidarietà. Siamo ormai alle prese con
un’azienda che in tutti i suoi settori opera non con l’obiettivo di crescere e svilupparsi, ma
di gestire esclusivamente una riduzione costante di attività e dipendenti. Una scelta che
non possiamo accettare tanto a livello generale (si veda il Piano industriale e relativi
comunicati) che a livello di singoli settori e servizi.
Nei prossimi giorni continueremo a sollecitare l’azienda ad aprire un tavolo specifico sul
rilancio delle Directory Assistance oltre che per gestire i tanti punti di sofferenza
segnalateci dai territorio, dichiarando sin da subito che l’unica strada possibile è il rilancio
dell’intera azienda e che Telecom sbaglia se pensa che i colleghi oggi in solidarietà vanno
trattati come dei lavoratori già in mobilità.
slc-fistel-uilcom
24/05/2010 14.01.20